A OGNUNO IL SUO: LE DIVERSE MODALITA’ DI PRODUZIONE E FRUIZIONE DELL’ENERGIA

L’installazione di un impianto solare fotovoltaico varia a seconda delle nostre esigenze, della posizione e del consumo.

Un tipico impianto fotovoltaico produce energia elettrica che solo in parte viene immediatamente usata per i consumi dell’abitazione, tale parte è l’energia “autoconsumata” e rappresenta la prima fonte di risparmio in bolletta. Poiché l’energia prodotta dall’impianto non viene usata interamente per i consumi dell’abitazione, quella prodotta che non viene utilizzata immediatamente viene immessa in rete e valorizzata mediante il sistema denominato “scambio sul posto”.

L’impianto fotovoltaico funziona sempre in modo tale che l’energia prodotta sia prima di tutto resa disponibile per il consumo immediato dell’utente stesso. Qualora in un determinato momento non vi sia una richiesta di energia da parte dell’utente o la richiesta sia comunque inferiore a quella prodotta, l’energia in surplus viene immessa nella rete. Cosa succede però quando si ha bisogno di energia e l’impianto fotovoltaico non ne sta producendo abbastanza (ad esempio in giornate nuvolose oppure in piena notte)? In questi casi si è costretti a prelevarla dalla rete: l’utente acquista energia dal gestore e dovrà pagare, al proprio fornitore di energia elettrica, il relativo consumo. Mediante il sistema di “scambio sul posto”, disciplinato e gestito dal GSE (gestore dei servizi energetici), questo consumo viene parzialmente compensato dall’energia precedentemente immessa nella rete: il proprietario dell’impianto fotovoltaico riceve dal gestore un “Contributo in Conto Scambio”, ovvero un contributo economico sotto forma di conguaglio annuale e acconti a scadenza semestrale.

Per massimizzare il risparmio diventa comunque fondamentale aumentare il più possibile l’autoconsumo cercando di concentrare i prelievi di energia in quelle fasce orarie in cui il nostro impianto fotovoltaico produce di più.

Quando la gestione dei consumi nelle ore diurne diventa più complessa e laboriosa per l’utente, è importante abbinare all’impianto fotovoltaico un sistema di accumulo dell’energia elettrica che permette al cliente di sfruttare a pieno l’energia prodotta durante il giorno. Tutto quanto sopra proprio per ottimizzare l’autoconsumo e ridurre notevolmente la quota di energia prelevata dalla rete.

Oltre agli accumuli (batterie), per sfruttare al meglio l’energia, si può abbinare all’impianto fotovoltaico dei sistemi di gestione dei carichi che permetto nel momento stesso in cui l’impianto sta producendo, l’attivazione, per esempio, degli elettrodomestici quali: lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice e tutti quei carichi programmabili che possono lavorare anche in autonomia.

Quindi se fino a qualche anno fa l’unica opzione era quella di installare un impianto fotovoltaico caratterizzato dallo scambio sul posto, adesso, per merito soprattutto del progresso tecnologico le scelte possono essere multiple e permettere investimenti con tempi di rientro assai contenuti.

Vi è un ulteriore tipo di impianto fotovoltaico che a differenza delle tipologie precedentemente descritte non è connesso alla rete elettrica nazionale. Questi impianti denominati “STAND ALONE” sono completi di un sistema di accumulo per provvedere ai consumi di energia in ogni fascia oraria, e vengono prevalentemente utilizzati in caso di utenze isolate.